Acronimo Bizzarro
Alderaban
Alex
almost Seba
Anima in penna
aquila in volo
Branzino al sale
Cuore di mamma
Di tutto di più..e non solo
Dilaniagrini
Geo in ricerca
Il vento e l'anima
L'orizzonte di Akhet
La magia della poesia
La tenda rossa
La zattera nell'oceano
lamicla
Laura e le verità nascoste
Lila, la delicatezza
Passaggi segreti
Senza spine
Soffio di maggio
Sul sentiero dei rovi: la musica di Luca
Ventodipolente ovvero la punteggiatura
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(post riscritto causa dispetti di Splinder)
Cinque giorni in Liguria, fra Portovenere e Le Cinque Terre. A camminare, abbronzarsi (se il sole si degnava di far visita), immergersi nei colori delle case, del cielo, del mare, della vegetazione, ad inseguire sogni e pensieri, a perdersi nell'osservare le altissime ed irrequiete onde che sfogavano la loro passione sulla lingua di ciottoli scuri sotto Corniglia e... a subire un'onda violenta e dispettosa, in stile piccolo tsunami, che ha pensato bene di tentare di rubare i miei averi, recuperati fortunatamente da un temerario signore alla ricerca anche dei suoi e quelli della sua signora.. Lottava con la furia delle onde recuperando zaini, sandali, borse... Risultato: cellulare seminuovo del capo, in prestito, andato, salva la sim; fotocamera digitale andata, salva la scheda; auricolare bluetooth andato. Sorte "bagnata" per giornali, libri, vestiario, documenti, portafoglio.. Come consolazione si sono salvate le foto sulla scheda.. 
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Pare che l'universo femminile sia divenuto particolarmente insondabile per l'altra metà del cielo (o è della terra?). O forse sono le congiunzioni astrali negative?... Pare che la lettura dell'animo e la sensibilità siano particolarmente difficoltose per la controparte.. Vuoi mai che sia stato modificato il "sistema operativo" maschile??
Oppure dovremmo girare con una legenda stampata sul braccio:
sguardo opaco : tristezza, non mancanza di lenti a contatto
sguardo lucido: potrebbero essere lacrime, non brillantini applicati
silenzio (in coppia con sguardo opaco): sofferenza, niente a che spartire con improvviso voto di mutismo per assolvere ad una grazia ricevuta
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| Da un vuoto all'altro, In un cammino senza senso Muovevo passi meccanici, Fermarmi, perire o andare avanti, A tutto indifferente: Se giunsi a un fine, Questo altri fini Indefiniti aprì , Chiusi gli occhi - e a tentoni Procedetti ugualmente: era meno penoso essere cieca. (761) Emily Dickinson |
E’ stata una settimana al femminile ricca di lunghe conversazioni con donne.
I giorni speciali sono iniziati l’altro venerdì: io, Princi, Ale, Mathy; due mamme, due bimbe. Pizza insieme e iniziamo a disfare i gomitoli di impressioni e avvenimenti sospesi, appena abbozzati nelle settimane precedenti. La serata prosegue in piazza dove ci sono iniziative musicali e negozi aperti fino a tardi. La prima sorpresa è un gruppo che propone musica aborigena australiana, con strumenti inconsueti ed una cantante che fa magie con la voce, non emette parole ma suoni splendidi che rincorrono la musica, imitano voci della foresta: da restare incantate…In un altro punto un gruppo di ragazzi propone una carrellata ampia di motivi anni 70-80, molta gente che ascolta, si muove, passeggia: da un senso di vitalità, di estate.
Al sabato sera S. viene a farci visita ed è un riscoprire emozioni in un'amicizia che dura da ventisei anni, è una riscoperta di aspetti non approfonditi negli anni e che ora affluiscono ed arricchiscono entrambe. E' bello quando si percepisce la crescita, il cammino che si sta compiendo, confrontando ciò che si diviene.
Domenica, incuranti dell’esordio lacrimoso della giornata, è in programma –sempre il medesimo quartetto – una gita al Lago di Ledro, per un’iniziativa del Museo delle Palafitte, ovvero “Palafittando 2007” : mostre, musica, laboratori archeologici, tiro con l’arco, canoa, ecc. nei mesi di luglio ed agosto.
Il lago ci accoglie a Molina di Ledro con il suo verde che sfuma a seconda della profondità, della distanza, della cornice; qualche barca, dei pedalò, persone che passeggiano, il parco con i tavoli da picnic, un bel cielo azzurro (all'inizio). Merenda appena scese dall'auto perchè il pane fresco era troppo invitante :-) Passeggiata fino al Museo, con i gli attrezzi e gli oggetti ritrovati nelle antiche palafitte scoperte nel primo novecento, che risalivano a popoli di ca 4000 anni fa. Oltre ad oggetti di sciamani provenienti dalla Mongolia (spero non dare dati inesatti ma il sonno avanza). Si
visitano anche tre palafitte ricostruite.
Ed ecco l'ora del picnic vero e proprio: disposto asciugamani, tovaglia, attrezzatura, sull'erba visto che i tavoli erano tutti occupati, distribuito il riso nei piatti e plic..plic... "Piove!" "Ma no scherzi, è una nuvola di passaggio".. "Mamma, ma cadono gocce più fitte, il piatto si riempie d'acqua!"..Beh, effettivamente, la situazione stava peggiorando..uff! Trascinato velocemente asciugamani, annessi e connessi, sotto gli alberi (lo so, il massimo della sicurezza ma non c'erano alternative :P) e si è scatenato il diluvio universale: le bimbe con gli asciugamani in testa, intirizzite dall'umidità mangiavano in silenzio il riso... Ma non poteva piovere dopo una mezz'ora!!! Doccia assicurata nel tragitto prato-auto e completamento del pranzo: per loro in auto, per noi due sotto il portellone posteriore dell'auto con ombrello di rinforzo : scene di fantozziana memoria! :-( Il pomeriggio prosegue con il laboratorio archeologico, per loro, con spiegazione di alcuni aspetti della vita di questo popolo preistorico, prosegue con la "macina" con le pietre dei cereali per farle divenire farina, che poi impastano per farla diventare pane, che mettono a cuocere e poi mangiano per merenda. Anche lo sciamano è all'opera con le sue pelli ed i suoi racconti, oltre a dipingere tatuaggi colorati. Le ragazze si divertono molto. Noi optiamo per lettura al sole, ma ahimè dura ben poco, un secondo temporale ci fa riparare in auto, dove la conversazione s'infittisce e prosegue per ore..
Il programma comprendeva concerto con il plenilunio, ma viste le incerte condizioni meteo, ammiriamo il lago da
un'altra sponda, compresa merenda in auto, per le signorine e noi solita postazione sul retro. Ormai la stanchezza si fa sentire e nel viaggio di ritorno crollano entrambe e ronfano per due ore e mezza, lasciando noi due libere di proseguire nello scambio: mi sa che i gomitoli erano parecchi e molto colorati, alcuni con nodi da sciogliere e da confrontare.
La settimana inizia con una cena insieme, dopo che Princi è stata ospitata da loro : sfilate di moda con discesa dal soppalco stile Wanda Osiris e conversazione nostra. "Che si potrebbe fare domani sera?" "Un picnic notturno!"
Martedì sera, con borsa termica al seguito, trasferta al Lago di Fimon. L'aria è più fresca e l'ambiente è quasi deserto. Il clima sì stabilisce subito divertente, sin dal picnic, sono le ventuno, la luce inizia a scarseggiare, ma le risate e gli scherzi non mancano. Iniziamo la passeggiata attorno al lago, buio pesto, nessuna illuminazione, granoturco altissimo. "Posso accendere la pila?" "No, Princi, che si consuma la batteria." "E allora che l'abbiamo portata a fare..." "Per dopo, quando si fa il percorso di ritorno" uff.. Mi viene in mente un episodio accaduto ad un amico, di circa 20 anni fa. Lui è in auto con due amici, seduto dietro, sono in una cinquecento scassata, i due davanti sono "cannati" alla grande (Mamma, che vuol dire cannati?), notte di nebbia, posto di blocco dei carabinieri, finestrino che cigola, "Documenti, prego". Quello al volante dice all'altro, con un tono che è tutto un programma : "Ciò, i vol le ccccarte" "Ahhhnnn" " i vol le ccccarte, movète" "ma dì che i se leccccca i piè!" Traduzione per i non veneti: le carte sono i documenti, ma siccome i tipi erano "partiti" ed usavano una decina di "c" risultava verbo "leccare" Quindi il tipo a fianco, non comprendendo perchè volessero leccarlo, risponde che si lecchino i piedi. Detta così non fa effetto, ma con il tono e la mimica giusta risulta divertente. Infatti, dopo aver spiegato con dovizia di particolari l'aneddoto alle signorine, hanno pensato di drammatizzare la scenetta. Essendo in quattro, a turno, una faceva "ciak, azione, scena unica", una impersonava il carabiniere e le altre due i tipi seduti davanti.. La scenetta si è ripetuta per una dozzina di volte, ruotando i personaggi, cercando di affinare l'inflessione e la pronuncia e ridendo a crepapelle! Gli inquilini del lago, a fianco a noi, hanno iniziato a protestare, rane, papere, tutte in subbuglio, disturbate nel loro sonno e noi, al buio, in mezzo al sentiero attorno al lago, a fare "ciak, azione!" alle undici di sera.
Vi assicuro che è stato divertentissimo e non abbiamo neanche rischiato che ci segnalassero a qualche ente di protezione animali, non c'erano altri ospiti umani a parte noi 
E così sono arrivate le ferie, venerdì si è concluso l'anno lavorativo e, nonostante la pausa di una settimana sullo Jonio, il peso si faceva sentire..
Il blog va in vacanza.. Lascio bibite, frutta fresca per chi passa e lascia un saluto.. :-)

La breve vacanza sullo Jonio è stata all’insegna dei luoghi poco frequentati, delle spiagge deserte, del profumo del mare da mane a sera, della vita “dentro” la spiaggia, dell’assoluta mancanza di mondanità con l’attività sociale ridotta allo scambio mattutino di sms, vita familiare stringata ed all’incontro con due piacevolissime persone giunte qualche giorno dopo.
Unico neo il lunghissimo viaggio attraverso la penisola, prestando attenzione assieme a Princi ai cartelli che indicavano il cambio regione!
L’accoglienza è avvenuta al Lido Sant’Angelo, Rossano Calabro, mediante un tentativo di abbordaggio alle sette di mattina.. Cavoli, vabbè che le bionde sono meno comuni al sud, che se sei morbida nelle forme qui hai delle chances , ma un’insistenza simile mi ha dapprima divertito e poi persino irritato.
Spiaggia deserta, riflesso argento sulla battigia dovuto a migliaia di piccoli pesciolini,le chiamano sardelle, abbandonati dalla marea che modifica il suo perimetro rispetto alle ore precedenti, qualche persona che li raccoglie, pescatori a poca distanza l’uno dall’altro, qualche saluto, sguardi interrogativi che rimangono appiccicati alla schiena, qualche apprezzamento… Uno di loro, più intraprendente, inizia con battute sulla fotografia, prosegue con l’offerta di un caffè (tentativo malsano vista la mia avversione per la bevanda), offerta di compagnia durante la passeggiata, di una pizza per la sera, di un giro turistico… Uff! Nonostante le mie risposte gentili ma glaciali non demorde ed addirittura si esprime in un pedinamento in auto quando io ho optato per un giro in bicicletta.. l’ho seminato in una serie di sensi unici e di divieti… ;-)
Mi sento disorientata: il sole nasce ad ovest e tramonta ad est, anzi a nord est, com’è possibile?? Mi si è capovolto il mondo!! ;-)
Durante la giornata poche persone, tavolino in riva all’acqua per il pranzo, Princi estatica di fronte alla possibilità di tuffi e nuotate in un mare splendido, un sorriso spettacolare e via a scattare foto su foto… finchè un messaggino rosso minaccioso ha guastato il mio umore: “formattare scheda”. L’ho tolta, provato a metterla in un'altra fotocamera, stesso risultato.. L
Al pensiero di tutte quegli sguardi ed immagini bellissime, piene di vitalità e gioia, andati perduti ho imprecato contro la tecnologia, le schede digitali e rimpianto amaramente la mia cara macchina fotografica con il classico rullino!
Per fortuna la tappa successiva è stata come un balsamo sulle ferite: Punta Alice, parcheggiati fra il faro e la spiaggia, mare davanti a me dall’alba a notte inoltrata, nessun bisogno di parei, copricostumi, trucchi… Punto di rifornimento alimentare a
Di giorno tutto un frinire di cicale che dimorano nel fitto bosco di eucalipti oltre la duna, di notte il desco rimane illuminato dalla luce intermittente del faro e di una candela, tutto immerso nel buio, il mare si percepisce con il suo lentissimo sciabordio, una nenia che culla, i sassolini che tintinnano arruffati dolcemente dalle onde. Grilli e cuculi si alternano in una kermesse canora che non accenna a diminuire d’intensità con il passare delle ore. Il cielo è un immenso ricamo di costellazioni, insolito per il nostro sguardo, un velluto regale.
Al mattino, dalle sette, assaporo il mare, in solitudine, il suo parlottare sfumato; profumo di mirto che si mescola con la salsedine; l’acqua pare dipinta da quanto è placida; gabbiani a riva che si dilettano con i pesciolini argentati offerti dalla marea, conversano, difficoltà a tradurre… Sassolini che prendono dimora dentro le mie
ciabatte, impossibile resistere al richiamo della trasparenza, mi immergo di buon’ora.. Sull’asciugamano, al sole, fino a quando preparerò la colazione, in tarda mattinata. Frammenti che si sono impressi nella mia anima, ore di conversazione con me stessa, lettura a bassa voce dei versi di Salinas, Ritsos, con l’acqua e il vento come pubblico, alzando lo sguardo: la punta del faro oltre la duna di sabbia e ghiaia… Mentre le ciocche bionde sono scompigliate dal vento osservo la curva sinuosa e solitaria della spiaggia.. L’incanto si rifugia nel forziere interiore aggiungendo immagini, emozioni, pensieri… Questo è il “mio tempo”… Perché non basta essere in vacanza per godere del proprio tempo, più tardi ci sarà tutto un susseguirsi di: “mi passi la nutella? I cereali? Mi lanci la maschera, la retina, il secchiello?.. ho fame, ho sete, giochi con me…”
E il posto per la poesia cede il passo alla quotidianità scandita con meno affanno, ma che richiede comunque attenzione, cura e… tempo! J
E’ sempre fonte di meraviglia realizzare come di fronte alla bellezza, all’inconsueto, la mente divenga una fucina di frasi, di pensieri, un inarrestabile fluire di parole che si mescolano, si compongono e premono per emergere attraverso l’inchiostro e la carta, mezzi per niente obsoleti seppur contaminati di sabbia e salsedine… J
Ultima tappa un terrazzo sul mare verso Capo Colonna, dopo
Crotone. Princi entusiasta per la morfologia del territorio: scogli! A caccia di granchi, paguri, tutto un lavoro di pesca e ritorno al mare J Qui una piccola caletta personale, da condividere con una coppia di persone che hanno arricchito le ore insieme, con esperienze, emozioni, risate ed umanità.
Purtroppo, nonostante il paesaggio sia incantevole, l’altoparlante di un piccolo bar nella parte adibita a campeggio disturba con musica, per niente gradita, nelle ore del giorno… Alla notte ritorna il silenzio e le carezze delle onde che corteggiano gli scogli..

Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.
... con la luce del mare (Jonio calabro) ancora negli occhi, affondo in questo infinito dedalo di carte, di appunti, di email... A presto con qualche appunto sui giorni di vacanza trascorsi.
Grazie all'Uomo delle Parole per aver gentilmente avvisato della mia assenza :-) Oltre ad aver impiegato ore a ridurre la foto come desideravo io e pertanto a ricercarla fra altre 600 su Flickr nel formato adeguato ;-)
Mi allontano... spero per poco!
La signora era stanca e se n'è andata a rilassarsi a mollo nello Jonio. Avrebbe voluto salutarvi, prima di partire, ma il pc s'è messo a fare le bizze e non ha potuto farlo.
Per evitare di sparire in silenzio ha, dunque, incaricato me di lasciarvi i suoi saluti e di postare la poesia di Emily Dickinson Il vento.
L'uomo delle parole
§ § § § §
Come la luce,
Delizia senza forma
E come l'ape,
Melodia senza tempo
Come i boschi,
Segreto come brezza
Che, senza frasi, agita
Gli alberi più superbi
Come il mattino,
Perfetto sul finire,
Quando orologi immortali
Suonano mezzogiorno!
|
||||||||||||||||||||||||
Magari d’estate sarebbe bello scegliersi gli orari, gli impegni, con libertà, senza perdersi le preziose ore di luce e di azzurro che vengono offerte in abbondanza… Sto vaneggiando? Ahimè, temo di sì, sarà l’orario pomeridiano… J
Nel fine settimana il lago, a Garda, era placido, limpido, purtroppo affollato durante il giorno. Apprezzato al mattino nel solitario giro in bici e alla sera attardandosi in spiaggia fin quasi le nove, libro in mano, pochissime foto.
O mi perdo nel paesaggio o scatto foto, non sempre è facile fare entrambe J
Specialmente con l’aggiornamento fatto sui quotidiani: fra l’Iraq che continua a mietere vittime, al nord al centro a sud, ma non scuote l’oblio polveroso nel quale è caduto presso l’opinione pubblica; l’Iran che raziona la benzina e promuove il gpl, ma parrebbe debbano ancora inserire i dispositivi nelle auto di nuova fabbricazione, oltre a dotarsi di una rete di rifornimento adeguata;
Pensionata l’avventurosa Peugeot: ricca di viaggi, esperienze, comprese briciole di pane e grissini, pezzi di giocattoli, matite, colori, cartine, sassi, piume, forcine, libri, fogli disegnati… Sempre sporca, sempre in disordine, sempre molto vissuta. Ogni tanto mi capitava di pensare che mancava solo ci crescessero i funghi! J
Mi ha messo una grande malinconia dirle addio. Su questo veicolo speciale, metà auto metà furgone, Princi è cresciuta, prima con carrozzina al seguito, poi seggiolini vari, persino su di un materasso uso letto per i lunghi viaggi. Non si è mai annoiata, c’era spazio, si poteva giocare, si leggevano tanti libri, si ammiravano le illustrazioni, si disegnava, le barbie facevano le equilibriste su corde appese dal bagagliaio al sedile posteriore, si beveva il latte con il biberon, si mangiava la pappa conservata nei thermos a lato, il pane con il prosciutto, le patatine, le barrette kinder (ed inevitabili resti cadevano nei tappetini), si riempivano i sedili con la sabbia del mare, ci si scaldava sotto un plaid nelle giornate sulla neve… Sento che è irrazionale, ma è come si fosse conclusa un’epoca.
Ritirata l’auto nuova ed inaugurata a pochi metri dal concessionario con un violento acquazzone… subito sporca! Ma allora è un vizio… Per non parlare del diluvio notturno ed io, lì sveglia e preoccupata, che temevo la grandine su di un bene con un debito grande come una casa! L
Qui non vengono contemplate briciole, tutto blu stile auto del corpo diplomatico, accensione con inserimento scheda e pressione di un bottone… che se non metti in folle, non tiri il freno a mano, non la guardi con attenzione.. uff… non parte! Stè macchine sofisticate. Però ti dice che consumo hai per
Bagagliaio per spesa stile ipermercato-duemesiautonomia, sedia sdraio, borse termiche rigide, morbide, libri, secchielli (solo su involucri a tenuta stagna di sabbia, conchiglie, sassi, granchi).
Non c’è che dire, qui siamo in un altro pianeta.
Per il viaggio d’inaugurazione tragitto casa-lavoro ho optato per una mise rosa fucsia, con il blu mi pareva adeguato 
Buon pomeriggio e... qui ci sono pasticcini e vin santo (su richiesta del capo) se qualcuno vuole festeggiare... Io ghiacciolo alla menta, grazie! :-)
, però per fortuna, dopo due medicazioni ospedaliere ed antibiotico, l'infezione pare debellata.


Sfumo il silenzio con un'immagine "patriottica", catturata durante lo scorso fine settimana. Affascinante lo spettacolo delle Frecce Tricolore fra cielo, mare... e folla! L'incanto si poteva, ahimè, percepire solo all'imbrunire quando le persone abbandonavano le postazioni in spiaggia. Alla sera la passeggiata sulla diga, una splendida luna color crema che pareva sorgere dal buio dell'acqua, per Princi color ocra, il vento che disperdeva le voci dei pochi passanti, onde scure sulla battigia.. finalmente il silenzio e la spiaggia per sè...
La settimana è stata senza respiro, di giorno, di sera, culminata ieri con il passaggio notturno al Pronto Soccorso per ferite al ginocchio, di Princi, infettate... Provengono da una caduta rovinosa in pattini lunedì sera, con un compagno di scuola. Non si era lamentata, suppongo per timore di ritorsioni materne.. Pareva non fosse così profonda. Ahimè, il medico non è stato "mister cortesia", mi ha redarguito sul ritardo della visita, sull'inopportuna cura con acqua e sale della nonna, sul fatto che c'è un'infezione da curare con l'antibiotico... Uffa!
Sarà stato effetto della conversazione ad alto livello avvenuta mercoledì sera?? ;-) Trasferta per pizza noi due (non vorrete che vada a casa a "spignattare" con la testa appena sistemata dal parrucchiere vero??), Princi in vena di chiacchere, domande... Siamo partite da notizie geografiche: ma le regioni, ma gli stati, ma i continenti.. Ah, ma io pensavo che l'Africa fosse tutta uno stato.. E l'Oceania?... Finchè ci siamo impantanate nell'astronomia.. "Ma l'universo dove finisce? Perchè me l'ha chiesto anche Chiara e io ho spiegato che c'è il pianeta terra, rotonda, come una palla, poi altri pianeti, stelle ed è tutto dentro ad una palla gigante che è l'universo.. Ma non capisco come sia possibile.." Acc! E io dove vado a reperire in due secondi una risposta esauriente?.. "Princi, l'universo non è propriamente una palla che ci racchiude tutti, pianeti, stelle, galassie, è un qualcosa di infinito, se ne conosce solo una minima parte.." "Infinito? cosa vuol dire? e come fai a dire che è infinito se se ne conosce solo una parte?"... Ehm.. esistono le domande di riserva?? 
La mia voglia di evasione è come questi aerei che si dilettano a ricamare l'azzurro con le loro evoluzioni... Oltretutto dal mio rettangolo sul mondo esterno la luce entra copiosa ed invitante...
Buon fine settimana!
"...I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove molto più lontano della notte
molto più in alto del giorno
nell'abbagliante splendore del loro primo amore"
J. Prevert
... ovvero la collega "operativa" ha pensato bene di invaghirsi della varicella...
Trauma psicologico e caos perenne, come conseguenza le mie "cartine" rimangono a sonnecchiare in disparte, anzi hanno pensato bene di aumentare lo spessore... sigh! Per fortuna mia madre, prontamente consultata, ha confermato che ho già interagito con la varicella in tenera età. Per precauzione nessuno osa utilizzare oggetti e scrivania appartenenti all'infetta 
Questa porta con l'ombra alle spalle rappresenta la mia tormentata settimana e la luce che brilla di fronte dovrebbe essere il fine settimana che fra poco farà capolino oltre essa...

Spero di poter avere momenti di rilassante lettura, come i due personaggi della foto, una è mia madre e quello nascosto dietro è mio padre...
Così potrò lasciarmi alle spalle frenesie, impegni di lavoro, momenti malinconici e rimpianti per avvenimenti che non si sono realizzati, l'assunzione di un cospicuo debito per acquisto nuova autovettura (la precedente ha deciso senza ulteriori indugi per il pensionamento, poco importa se con gli scalini o lo scalone), l'assemblea degli imprenditori vicentini così irritati nei confronti di governo e sindacati 
Buon fine settimana con un'autrice spagnola che spero lasci uno scorcio d'incanto dentro di voi...
* * * * * * *
Entrò nelle mie celle recondite.
Dissi: dalla sua vibrazione i miei
spazi sono stati posseduti. Un
vento al quale nulla sfugge si ac-
cende nelle vele del mio deside-
rio. Le sorgenti del riparo s'inten-
sificano.
Clara Janés

...giusto poche ore prima che passasse la mietitrebbia a dissolvere il grano... Le spighe erano gravide di chicchi, lo stelo si affaticava a sostenerle...

E che dire della dorata "Minnie" di paglia? 
Seguirà aggiornamento del pic nic notturno al lago di Fimon, divertente per le ragazze, affascinante per me!

p.s. quarta volta che tento di sistemare questo post, oggi si sovvrappone tutto.. ritengo sia un'insubordinazione inaccettabile... uffi!